Work Text:
Nonostante l’incredibile caldo di quella sera, niente e nessuno avrebbe mai impedito agli ex Paladini di Voltron di partecipare a quel concerto. C'era molto da festeggiare, non solo la fine della guerra, ma anche il fidanzamento ufficiale di Shiro e Keith. Finalmente ce l'avevano fatta, dopo anni di frasi non dette, drammi e quanto altro, Shiro era stato in grado di rispondere alle parole accorate che Keith aveva pronunciato quel giorno durante lo scontro più difficile di sempre con il suo clone.
Ti amo anche io, Keith.
Dopo quella semplice frase tutto era cambiato fra loro, il passo successivo era stato logico, avevano perso così tanto tempo che non volevano sprecare un secondo di più. La commovente proposta di matrimonio che Keith fece a Shiro fu qualcosa di meravigliosamente spontaneo, improvvisato usando la linguetta di una lattina come anello. Nessuno aveva mai visto Shiro più felice, andò avanti per giorni a raccontare a chiunque del gesto romantico di Keith, mostrando con orgoglio quella stupida linguetta di latta come se fosse un prezioso anello con diamanti.
Era così perdutamente innamorato da sfiorare il ridicolo, ma dopo tutto quello che aveva passato nella sua vita, nessuno ebbe il coraggio di rovinare la sua gioia.
Dunque, ecco che per coronare degnamente questo momento Lance ebbe la brillante idea di invitare tutti ad andare al concerto di una rock band che si esibiva nella loro città. La folla era già gremita attorno al palco, fra poco avrebbero iniziato a suonare, si percepiva una meravigliosa euforia nell’aria.
Keith non riusciva a staccare gli occhi di dosso a Shiro, ora che non doveva più celare i suoi sentimenti poteva concedersi il lusso di ammirare quella meraviglia d’uomo che presto sarebbe diventato suo marito.
Indossava una semplice camicia bianca a maniche corte e un paio di comodi blu jeans. Keith invece aveva optato per una t-shirt nera con il logo degli AC/DC, e dei jeans strappati abbastanza aderenti da mettere in risalto le sue lunghe gambe. Stivaletti e braccialetto di cuoio completavano il suo look.
Anche i loro amici indossavano abiti comodi in linea con lo spirito punk rock, solo Allura doveva aver frainteso il tema della serata, anche se era adorabile nel suo abitino rosa confetto dalla gonna vaporosa e le spalline sottili.
- Fa davvero un gran caldo, mi sto sciogliendo! - Sbottò per la quarta volta il povero ex Paladino Giallo tentando di farsi aria con un volantino che aveva rubato da non si sa dove.
- Lo sappiamo Hunk, ci siamo qui anche noi, ricordi?! -
- Non prendertela Lance, comunque Hunk ha ragione, fa già caldo e stare in mezzo alla folla non può che peggiorare le situazione. - Pidge si muoveva a disagio fra le tante persone che li circondavano invadendo il suo spazio.
- Ci sono sempre così tante persone a questi concerti? -
- Si, è la norma Allura, per questo è così divertente! -
- Lance io non trovo così divertente restare pigiata in mezzo a tutta questa gente, di cui molti non si lavano! - Ringhiò Pidge resistendo alla tentazione di tirare una gomitata al tizio davanti a lei che continuava a pestarle i piedi.
- Gli unici che non si preoccupano di restare appiccicati nonostante il caldo sono i nostri due futuri sposini! - Scherzò Hunk lanciando occhiate a Keith e Shiro che si tenevano teneramente per mano. Shiro arrossì vistosamente ma non abbandonò il piacevole tepore della mano del suo ragazzo che sorrideva compassionevole alle lamentele degli altri amici.
- Non fa così caldo! Dove sono cresciuto questa temperatura era addirittura piacevole. -
- Disse il ragazzo cresciuto nel deserto, ti invidio Keith! - Pidge venne spintonata un altra volta, e forse sarebbe presto scorso del sangue se non fosse stato per la band che finalmente comparve sul palco.
In un momento i presenti si scordarono dell’afa soffocante, d’esser troppo vicini l’uno all’altro nonostante l’enorme parco all’aperto, e si abbandonarono alla musica.
Keith, così come Allura, non erano mai stati ad un concerto in vita loro, ma ci misero poco a farsi trascinare. Ogni pezzo era a dir poco entusiasmante, ma fu quando decisero di fare una cover della famosa Footlose che la folla si esaltò davvero.
Proprio davanti al palco un gruppo di persone iniziò a riprodurre i passi di ballo del vecchio film cult. Shiro praticamente trascinò Keith e gli altri in mezzo a loro, nonostante nessuno di loro conoscesse i passi iniziarono a ballare.
Erano per lo più scoordinati, ma Keith si rivelò sorprendentemente abile nel replicare le mosse del piccolo gruppo di ballerini improvvisati, tanto che lo invitarono con loro a unirsi a quello che ormai era diventato una specie di flash mob.
- Shiro, ma tu lo sapevi che Keith sa ballare così bene?! - Lance era letteralmente invidioso dell’abilità innata di Keith di adattarsi ad ogni situazione, lui al massimo imbroccava un paio di passi prima di incespicare nei propri piedi.
- No, ma non avevo dubbi che si sarebbe divertito! - Shiro osservava incantato il corpo snello ma tonico di Keith che si dimenava a tempo di musica, risultò perfino ipnotico ai suoi occhi, era semplicemente meraviglioso.
Quando iniziò un'altra canzone Keith abbandonò i ragazzi che lo avevano invitato a ballare con loro e tornò da Shiro, le guance arrossate e un velo di sudore che gli imperlava il viso. Non rammentava l’ultima volta che lo aveva visto sorridere così spensierato.
- Scusa, non volevo abbandonarti Shiro… -
- Non devi scusarti, siamo qui per divertirci Keith! -
Keith lo fissò con espressione felice e riprese a ballare con Shiro al suo fianco stavolta, non risparmiandosi affatto. Forse era anche grazie alle sue origini aliene, ma dimostrò di possedere maggior energia e vitalità fra tutti i suoi amici. Dopo un pò Hunk e Pidge si allontanarono per fare una pausa, seguiti da Lance che stava morendo di sete. Allura, Keith e Shiro furono gli unici a tener duro e non smettere di ballare.
- Aha, sono a pezzi! Vi giuro ragazzi, era meno difficile combattere i Galra piuttosto che ballare con quei tre! Come fanno a non essere ancora collassati è un mistero! - Hunk stava accasciato sul bancone di uno dei tanti chioschi di street food presenti all’evento, davanti lui una coppa di gelato vuota. Pidge e Lance gli stavano facendo compagnia sorseggiando delle bibite ghiacciate.
- Dimentichi che sono un Alteana, un mezzo Galra mentre Shiro…bè, il corpo del clone forse è più resistente? -
- Nah, è solo l’adrenalina a tenerlo in piedi. E poi anche se non sembra, il nostro Shiro detesta perdere! - Commentò divertita Pidge guardando i tre compagni scatenarsi sulle note di In the End dei Linkin Park.
Erano ormai a fine concerto quando la band decise che era l’ora per un lento, ma prima che iniziassero il cantante afferrò il microfono per un annuncio - Questo pezzo è un fuori programma, una dedica che ci è stata chiesta dal nostro fan Keith per il suo fidanzato Shiro! -
Dalla folla si levò un coro di applausi e ovazioni, mentre Shiro assumeva ogni tonalità di bordò per l’imbarazzo. Quando partirono le note di With or without you degli U2 per poco Shiro non svenne, era la sua canzone preferita da sempre.
Keith di fronte a lui sorrise mentre allungava una mano - Mi concedi questo ballo? -
- Certo… - Shiro tirò a sè Keith iniziando a dondolare dolcemente a ritmo nella canzone, emozionato e grato per la sorpresa inaspettata.
Rimasero in un placido silenzio finché Keith, preoccupato, sollevò lo sguardo verso di lui.
- Lo so, sei sempre tu quello dai grandi gesti romantici…ma stavolta volevo essere io a fare qualcosa per te. Forse ho esagerato? -
- No, è perfetto Keith, grazie… - Fece scivolare una mano sulla guancia sfregiata del suo compagno, poi lo spinse delicatamente verso le proprie labbra per un tenero bacio.
Poté giurare d’aver intravisto un velo lucido riflettersi nelle gemme indaco di Keith, ma durò un istante, poi lui gli avvolse le braccia attorno alla vita poggiando il viso sulla sua spalla. Ancora si ritrovava a sorprendersi che adesso fosse così alto da poterlo fare.
- Ti amo Shiro… -
- Anche io Keith… - Sussurrò dolcemente nei suoi capelli, rimasero stretti così nella loro piccola bolla dove esistevano solo loro due e una bellissima canzone romantica che scemava lentamente in sottofondo.
Shiro si concesse di guardare verso il cielo scrutando gli astri celesti così distanti, ringraziando qualunque entità soprannaturale per avergli donato un uomo meraviglioso come Keith. Non ebbe il cuore di separarsi da lui nemmeno quando quel magico momento terminò, e la folla acclamò la band.
Poco distante i loro amici, più Allura che li aveva raggiunti, stavano tubando per le carinerie che si scambiavano Shiro e Keith.
- Oh ma guardali, non sono perfetti?! Davvero, può esistere una coppia più adorabile di quei due?! - Hunk aveva praticamente i cuoricini che gli uscivano dagli occhi, con sommo divertimento da parte di Lance.
- Se ti emozioni così tanto adesso, al loro matrimonio che farai? -
- Non farmici pensare Lance! So già che piangerò tutto il tempo! -
- Dai Hunk non dire così, altrimenti finirà che anche io non riuscirò a trattenere le lacrime! Non possiamo piangere come due ragazzine! -
- Lo so, ma sono così felice per Keith e Shiro che non posso farne a meno! -
Il momento tragicomico finì con un abbraccio inondato da lacrime da parte dei due, mentre Pidge e Allura li osservano in disparte, sospirando per le loro stupidaggini. Alla fine anche i due promessi sposi raggiunsero il gruppo di amici, il concerto era giunto al termine e la band si stava congedando dal suo pubblico in uno scroscio di applausi.
- Eccovi ragazzi, siete spariti! -
- Scusaci Shiro, avevamo bisogno di una pausa dai balli sfrenati. - Spiegò diplomaticamente Allura, ignorando gli sguardi dubbiosi di entrambi.
- Ci uniremo volentieri anche noi, sono esausto. - Keith prese posto accanto alla principessa passandosi una mano sulla fronte sudata.
- Keith, vado a prendere qualcosa da bere, che cosa vuoi? -
- Qualunque cosa dolce andrà bene, scegli tu! -
Shiro si allontanò per recarsi al bar di fronte a loro, ritornò con due lattine di Sprite e sei ghiaccioli.
- E questi? - Keith indicò tutte le confezioni che teneva in mano il suo ragazzo.
- Sono per noi, me li hanno regalati perché hanno riconosciuto Keith quando prima ballava. -
- Oh, i vantaggi di essere stato un Paladino di Voltron! Grazie Keith! - Lance non perse tempo e ne afferrò uno, quello di colore blu, pentendosene perché era al gusto di anice che lui detestava. Tentò invano di far cambio con quello al limone di Hunk, mentre Pidge si gustava il suo alla menta. Keith scelse quello all’arancia, Shiro alla coca cola e ad Allura rimase la fragola.
- Vi rendete conto vero che abbiamo scelto i gusti in base ai colori delle nostre divise da Paladini? - Commentò ad un certo punto Lance mostrando il proprio ghiacciolo mezzo succhiato.
- Non proprio, Keith ha preso quello all’arancia, non avrebbe dovuto prendere lui quello alla fragola visto che è rosso? -
- A me non piacciono le fragole, Hunk. -
- Sì lo so, era per dire che i colori non corrispondono! -
- Bè, arancio e rosso sono simili, no? - Cercò di dire Allura intromettendosi nel discorso.
Lance si immaginò Keith con indosso la sua tuta di Paladino ma di un sgargiante color arancio fluo, immediatamente scoppiò a ridere perché…bé, sembrava ridicolo a suo dire.
- Che hai da ridere così tanto Lance? - Grugnì Keith, ebbe il forte sospetto d’essere lui il motivo di tanta ilarità nell’amico.
- Niente! Stavo solo ricordando quel periodo dove abbiamo dovuto fare lo show di Voltron, tu Allura dovevi interpretare Keith. -
- E’ vero, è incredibile che nessuno abbia mai notato che non ero lui! -
- Bè principessa, non ci voleva molto a imitare questo emo qua! - Ricevette un occhiataccia in tralice combinata sia da Keith che da Shiro, così Lance si affrettò ad aggiungere - Ehi, non è colpa mia se all’epoca eri tutto “ho un passato travagliato per questo combatto da solo, quanto sono fico”! -
- Io non…non ho mai pensato di essere fico…! -
- Forse tu no, ma sicuramente Shiro sì. -
La faccia di Shiro avvampò e dovette distogliere lo sguardo, mentre Lance si godeva la sua piccola vittoria.
- Comunque, quello è stato è un periodo davvero folle! Un po’ mi manca… -Dopo aver osservato gli altri venire attraversati dalla malinconia, Keith sollevò in aria i resti del proprio ghiacciolo invitando gli altri a fare lo stesso - A Voltron e ai suoi Leoni, che noi non scorderemo mai. -
- A Voltron! - Gridarono in coro, dovevano sembrare ridicoli alla folla intorno a loro, ma poco importava. Shiro guardò con il cuore gonfio d’orgoglio il suo Keith, il modo in cui aveva risollevato gli animi quando i compagni s’erano incupiti, oramai era diventato un grande leader.
La serata si concluse quando ognuno prese la strada di casa e rimasero unicamente Keith e Shiro in piedi davanti alla loro Hoverbike.
- No, guida tu, sono stanco. - Bisbigliò Keith trattenendo a stento uno sbadiglio, così Shiro prese posto davanti e lui salì dietro, abbracciandolo.
La strada verso casa trascorse lentamente, il vento caldo sferzava i loro corpi mentre il paesaggio continuava a mutare sotto i loro occhi.
- Shiro…ti dispiace allungare un pò e venire a dormire da me? - Era tenero il modo timido in cui ancora Keith poneva certe domande, come se Shiro potesse davvero negargli qualcosa quando desiderava solo donargli l’universo intero.
- Ma certo. -
In effetti la vecchia casa di Keith in mezzo al deserto era sicuramente un luogo più intimo del suo alloggio all’interno della base alla Galaxy Garrison. Shro viveva in un vero appartamento prima che lo dessero per morto nella missione Kerberos, ma dopo tutto quel tempo assente dalla terra era stato affittato ad altre persone compresi mobili e oggetti così a lui non rimase nulla. Se non fosse stato per Keith che aveva conservato alcuni suoi oggetti personali avrebbe perso anche quelli.
Continuava a ripetersi che avrebbero dovuto discutere di andare a convivere quanto prima, o magari di acquistare addirittura un posto tutto loro.
Giunti a destinazione Shiro parcheggiò l’Hoverbike dietro l’abitazione, Keith era mezzo addormentato tant’é che rimase sbilanciato quando l’altro scese dalla moto.
- Sicuro di farcela ad entrare? - Non lo avrebbe mai ammesso, ma Shiro si divertiva a portare in braccio Keith e onestamente non vedeva l’ora di farlo da sposati.
- Sì, tranquillo… - Keith si limitò a cercare la mano di Shiro, era piacevolmente sorpreso di quanto cercasse costantemente il contatto con lui, visto che era sempre stato restio in passato.
- Devo farmi una doccia, sono tutto appiccicato! - Brontolò Keith appena entrati, se c'era una cosa che detestava era andare a dormire che puzzava di sudore.
- Possiamo farla assieme? -
- Certo! -
Anche se sapevano entrambi che sarebbero stati stretti nel piccolo box doccia, era il modo più pratico e veloce per lavarsi visto che erano alquanto stanchi dalla serata movimentata.
Era sempre un momento intimo e piacevole da condividere, Keith era forse l’unico a cui mostrava il suo corpo, oltre ad eventuali medici. Non c’era un solo centimetro di pelle libero da cicatrici, il petto, la schiena perfino le cosce erano solcati da sfregi di svariate dimensioni e colori.
Soffriva ogni volta che posava lo sguardo su di esse, ognuna raccontava di un momento orribile trascorso durante la prigionia dei Galra, di quando era il “campione” dell’arena. Shiro non si confidava mai riguardo a quel periodo, nonostante gli incubi ancora affollassero le sue notti, ma Keith non voleva assolutamente spingerlo a raccontargli alcunché. Bastava che Shiro sapesse che lui c’era, che lo avrebbe sostenuto e accompagnato durante il suo percorso di guarigione interiore.
Poggiò le labbra sulla schiena di Shiro sfiorando alcune vecchie ferite, lui non disse nulla, segretamente grato di accogliere quei dolci gesti d’amore che gli donava Keith.- Non ti stai addormentando, vero? - Shiro ci scherzò sopra dopo che il ragazzo più giovane si era letteralmente accasciato su di lui, cingendogli la vita e lasciando riposare il capo su una spalla.
- No… -
La risposta rilassata fece capire a Shiro che era meglio spegnere l’acqua, asciugarsi e mettersi a letto. Dopo una decina di minuti finalmente entrambi trovarono rifugio nel letto di Keith, anche questo non era delle giuste dimensioni per accoglierli entrambi comodamente, ma poco importava finché erano insieme.
Si stavano donando qualche coccola assonnata quando Shiro parlò - Te ne sei ricordato…la canzone dico, credevo che fosse passato troppo tempo. -
Keith comprese immediatamente a cosa si riferiva, il pezzo degli U2 che aveva richiesto alla band durante il concerto la prima volta gliela aveva fatta ascoltare Shiro. Era accaduto quando lui era solo un cadetto ribelle e Shiro un giovane solare ancora capace di sorridere come uno sciocco.
Dopo una corsa in Hoverbike attraverso il deserto si erano fermati in cima ad un monte da cui si poteva guardare il tramonto, e Shiro che aveva appena installato un nuovo impianto stereo lo aveva voluto testare mettendo proprio quella canzone.
Ricordava come fosse ieri l’enorme sorriso di Shiro mentre canticchiava With or without you, ammettendo che nonostante fosse sdolcinata da matti, era la sua canzone preferita.
- Impossibile che me ne dimenticassi, con i miei risparmi ti avevo anche comprato un cd degli U2 per il tuo compleanno. -
- Oh, e cosa è successo? - Domandò Shiro riferito al dono mai ricevuto, qualcosa di così specifico non sarebbe passato inosservato.
- Tu sei partito per la missione Kerberos… -
La rivelazione ammutolì Shiro, ma quando Keith abbandonò le sue braccia per raggiungere l’armadio dal quale estrasse un pacchetto colorato, ecco, fu allora che quasi soffocò per l’emozione.
- Con tutto quello che è successo da quando siamo tornati sulla Terra avevo scordato di averlo conservato…lo so che non è il tuo compleanno, ma… - Keith allungò a Shiro quello che era un cd avvolto da una carta colorata oramai sgualcita, tenuta chiusa da un nastro legato in modo approssimativo. Shiro assunse una posizione seduta e si portò una mano alla bocca, incapace di contenere le sue emozioni non disse nulla ma prese delicatamente il prezioso regalo.
Scartò il cd, scoprendo che era proprio l’album con With or Without you visto che ne riconobbe la copertina.
- Keith…grazie. - Gli occhi bruciarono per la lacrime, una sfuggì quando sbatté le palpebre. Keith la raccolse con le dita sfiorando poi la sua guancia umida, aveva il sorriso più adorabile di sempre ad incorniciare il viso squadrato.
- Meriti solo il meglio Shiro, e voglio fare quanto in mio potere per renderti felice ogni giorno, per il resto delle nostre vite insieme. -
Per la seconda volta quella notte Shiro non seppe bene cosa avesse fatto per meritarsi l’amore di un uomo speciale come Keith, ma forse se lo avesse chiesto al diretto interessato avrebbe risposto che lo aveva letteralmente salvato in passato ed ora voleva ricambiare.
- Te lo giuro Keith, ti amerò per sempre e forse un giorno riuscirò ad essere degno di te. -
- Lo sei già… - Replicò Keith chinandosi in avanti, affondò le mani nei suoi capelli argento e catturò quelle labbra per un bacio appassionato. Ben presto la passione esplose e Shiro ebbe modo di dimostrare quanto era grato al suo Keith per tutti i gesti romantici che era stato capace di donargli.
Quando furono sazi l’uno dell’altro crollarono esamini fra lenzuola che odoravano di sesso, giusto il tempo di guardarsi negli occhi con amore infinito un ultima volta e augurarsi la buona notte. Immediatamente i corpi si cercarono ancora una volta, incapaci di restare lontani si strinsero in un tenero abbraccio mentre scivolavano fra le braccia di Morfeo. Sognando del giorno delle loro nozze dove finalmente avrebbero suggellato questo amore che aveva sfidato l’impossibile, portando due anime predestinate ad unirsi per l’eternità.
